CASA LAGUNA
CASA LAGUNA
LOZZO DI CADORE (BELLUNO) VIA LORETO 449/6
Lozzo di Cadore (753 m slm) con i suoi 1613 abitanti, si trova nella parte alta del Veneto in provincia di Belluno, al centro di quell’area denominata da sempre Cadore. Il paese, posizionato nella valle del fiume Piave che nasce pochi chilometri più a monte alle pendici del Peralba. confina, tra l’altro, a Nord con Auronzo di Cadore (il paese delle Tre Cime di Lavaredo)e a Est con Lorenzago di Cadore (soggiorno estivo deigli ultimi due Papi). Il territorio è stato abitato fin dai tempi antichi, come documentato dai ritrovamenti archeologici e dalle tracce tuttora visibili (impronte di passaggio dei carri sulla antica strada, dopo il Santuario di Loreto).
A sinistra il centro storico con l’Auditorium Comunale (ex Chiesa di S.Lorenzo)
A destra la veduta del Centro Cadore con il lago omonimo
Il paese è “seduto” in un declivio ai piedi delle Marmarole e proprio in questa zona troviamo l’altipiano più affascinante di tutto il comprensorio:Pian dei Buoi
E’ “la Monte” dei lozzesi che qui pascolavano gli animali e andavano a “fare fieno”.
Si può raggiungere facilmente Pian dei Buoi mediante una strada quasi tutta asfaltata anche se
piuttosto stretta.
Lozzo è recentemente conosciuto per il suo Museo della Latteria (da poco rimodernato) e la Roggia dei Mulini ( qui sono visibili alcuni opifici che testimoniano il passato economico della zona).
Sopra immagine del paese tratta da Google Earth e a fianco mappa realizzata da Danilo De Martin.
La freccia rossa

indica la posizione della nostra abitazione
La tangenziale(colore arancione in basso) di recente costruzione ha reso il paese più tranquillo e vivibile
Appartamento in villa bilocale con tre posti letto disponibile tutto il tempo dell’anno per periodi non superiori a 30 giorni
Dove siamo:
Chi cercasse percorrendo le strade interne del paese una tipologia abitativa caratteristica rimarrebbe stupito dalla mancanza d’uniformità: l’antico (ante incendi del 1800), il vecchio (seguito al piano di rifabbrico 1868 - 69), le ristrutturazioni degli anni ’40 – ’60 del secolo scorso, e infine il moderno. Tipologie che convivono, forse non sempre felicemente, svolgendo però egregiamente la loro funzione d’enorme libro di storia.
Sfogliando o meglio passeggiando ritroviamo nelle borgate Prou e Laguna, alcune rare case antiche, con scale esterne e ballatoi in legno, ma anche le loro contemporanee case di benestanti tutte in muratura. L’uso della pietra, che fu reso obbligatorio dopo il rogo del 1867, decretò la scomparsa delle case in legno sostituite dalle case pietrigne, prive d’intonaco, che se pur disadorne, grigie, monotone nella distribuzione troppo simmetrica delle aperture, ci ricordano chiaramente cosa volesse dire costruire una casa. Ci testimoniano la fatica dell’accumulo delle pietre, affidata in gran parte alle donne e ai bambini, la maestria nello squadrare i sassi, la difficoltà nel combinare un materiale così poco regolare e anche la grande collaborazione tra le famiglie. Caratteristica tipicamente locale rimane comunque il tetto a due falde con piccolo spiovente che delimitava i sottotetti aperti, utilizzati allora per la maturazione del granoturco. Alcune di queste rimaste intatte sono tutt’ora visibile nel nucleo storico centrale del paese (Proù Brodevin, Broilo e Giouda). Negli anni che seguirono le guerre mondiali, si ebbero molte ristrutturazioni e molti nuovi edifici. Non si seguirono più canoni locali, ma importati mancanti di caratteristiche comuni. Un ritorno a una tipologia più vicina alla montagna con la riproposizione del legno all’esterno si rivide attorno agli anni ’80 nelle nuove urbanizzazioni che si resero necessarie e che si attuarono nella zona Nord Est del paese.